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THE SOUND AND THE FURY

THE SOUND AND THE FURY

Pleasures, da Los Angeles, rende omaggio a una delle band più iconiche di Manchester, i Joy Division, con una seconda collezione esclusiva dopo la prima del 2019, ispirata al co-fondatore e artista della Factory Records Peter Saville, che ha creato l'artwork dell'album per "Unknown Pleasures" e "Closer" dei Joy Division e il singolo “Love Will Tear Us Apart”. Pleasures ha reinventato le opere chiave del grafico su una serie di pezzi galvanizzati dall’influenza pionieristica dei Joy Division sul movimento post-punk.

Chi erano i Joy Division?

Sono trascorsi 44 anni da quando la breve carriera del quartetto di Manchester si è conclusa con il suicidio del loro cantante, Ian Curtis, prima di un tour programmato negli Stati Uniti.

I Joy Division non furono solo la band post-punk più celebre della Gran Bretagna, influenzando Radiohead, Interpol, Depeche Mode e Walkmen, tra molti altri, con il loro suono spazioso, oscuro e inquietante, la loro energia condensata e il lirismo infestato di Ian Curtis. Sono stati anche i primi a diventare un marchio inconfondibile, e poi una piccola industria. Il loro merch non ha mai smesso di vendere e nei 20 anni successivi al loro scioglimento sono state pubblicate più di otto compilation e cofanetti dei Joy Division. Il cupo minimalismo del design grafico di Peter Saville, che appariva sulle copertine dei loro album, è ormai così tanto parte del mito della band che qualsiasi altra estetica sarebbe impensabile. 

Nessuno si aspettava che i Joy Division cambiassero la musica popolare, e nemmeno Joy Division stessi. Quando il quartetto si riunì agli Strawberry Studios di Stockport per tre fine settimana nella primavera del 1979, il loro scopo era quello di pubblicare un semplice disco punk, ma quello che ne venne fuori fu tutt’altro : "Unknow Pleasures". Immersi nella fantascienza social-realistica di JG Ballard e cresciuti tra gli infiniti grigi e marroni della grande Manchester del dopoguerra, i Joy Division con quell’album avevano trasceso il punk ed erano andati in un posto più profondo e spaventoso; Ed il merito è anche dei testi espressivi di Ian Curtis, versi cantati a luci spente durante le sessioni notturne allo Strawberry. 

Da dove viene cover di Unknow Pleasures?

Pleasures ha utilizzato la famosa copertina di Peter Saville per l’album Unknow Pleasures, nata da un intuizione del batterista Bernard Sumner, che ritroviamo sulla Varsity e sulle T-shirt. 

L’immagine dell’album raffigura un diagramma bianco su sfondo nero che sta ad indicare un insieme di onde radio emesse da una pulsar, una stella di neutroni.

Il disegno si riferisce ad una pulsar in particolare, il CP1919, contenuto nel magazine Scientific American del gennaio 1971 e scoperto quattro anni prima da una studentessa americana. Nel magazine il disegno era rappresentato nella sua versione originaria su sfondo azzurro che venne poi modificato in seguito.

La copertina realizzata da Saville si sposò perfettamente con il messaggio di sofferenza e mistero veicolato dall’album. Nell’immagine vennero raffigurate delle frequenze del segnale scaturito dalla prima stella di neutroni mai osservata dagli uomini.

Alcuni anni fa, un docente alla University of Manchester, spiegò in maniera più approfondita il significato cosmico della copertina dei Joy Division. Fu condotto un esperimento analizzando la pulsar dall’osservatorio di Jodrell Bank, distante 23 chilometri dallo studio di registrazione di Stockport dove venne inciso il disco. Dalle osservazioni è emerso che le onde radio presenti nella copertina corrispondono a segnali di luce nello spazio. Ognuna delle 80 linee raffigurate nell’album rappresenta un impulso luminoso da onde radio e ogni flash registrato dalla pulsar è unico: infatti, può essere brillante o tenue ma in nessun modo replicabile, a differenza di quanto avviene con la luce terrestre. Ed è proprio questo aspetto a costituire una metafora che si sposa perfettamente con la musica in quanto ogni emozione generata dall’ascolto del disco è a suo modo unica e non ripetibile da un ascolto successivo. 

 

"And we're changing our ways, taking different roads
Then love, love will tear us apart... again."

 

Un altro richiamo fatto dal brand è proprio alla canzone “Love Will Tear Us Apart”, che era un tributo a una relazione morente, quella tra il frontman tormentato e la moglie. Il cantante aveva sposato la sua ragazza Deborah Woodruff nell'estate del 1975, e la coppia aveva avuto una figlia nell'aprile 1979, Natalie. Ma c'erano problemi all'orizzonte: a Curtis era stata diagnosticata l'epilessia all'inizio di quell'anno e lo stress di dover mantenere un lavoro quotidiano insieme alla sua fiorente carriera come cantante rock cominciò a sopraffarlo. Curtis e il resto della band si sono trovati a dover percorrere enormi distanze dai loro posti di lavoro nell'area di Greater Manchester per esibirsi su e giù per il paese, spesso tornando di corsa nelle prime ore del mattino e tutto questo portò alla rottura del matrimonio.

 

" Love Will Tear Us Apart" è una ferita sempre aperta. Alle volte ci si scorda che è lì, ma periodicamente torna a bruciare. È qualcosa che siamo tutti, volenti o nolenti. Non è romanticismo da quattro soldi, è lucida analisi dell’esistenza. L’amore, perfino nella sua forma più felice, ci fa a brandelli. Ci lascia in pezzi, come tutti i sentimenti più profondi e sinceri. Il fatto che, però, lo faccia again and again (cioè ancora e ancora), è fondamentale: quei pezzi sanno anche rimettersi a posto, in un modo o nell’altro. L’amore distrugge, l’amore crea – e viceversa. Lo fa di continuo." - Luisa Cassarà  


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